Quando giungete in un territorio come quello di Dorgali sarete certamente attratti dalla possibilità di visitare le zone più impervie del Supramonte, le scogliere a picco sul mare, i monumenti archeologici, le grotte. GeoDorgali descrive molto bene tutte queste possibilità nelle sue pagine web, fornendo schede, itinerari e mappe geografiche di gradissimo dettaglio. Altri siti contengono ulteriori informazioni ed esistono numerose pubblicazioni cartacee in varie lingue che si propongono di supportare la vostra visita del territorio.

Ma allora ci si potrebbe chiedere: perche fare l'escursione con le guide quando con un libretto e una mappa posso anche provare da solo?

Certo è fattibile, ma io, che in effetti ammetto di avere fatto "l'escursionista fai da te" varie volte, adesso sono qui a scosigliarvelo, pur non avendo, e vi prego di credermi, nessun interesse personale che mi spinga a darvi questo suggerimento. Allora perchè?
Considerate alcune cose. Si dice, è non e certamente falso, che nel Supramonte sia facile perdersi e talvolta possono essere guai seri, data la praticamente nulla possibilità di trovarvi cibo e soprattutto acqua (in particolare per voi che non conoscete il territorio). Il grado di antropizzazione di questi territori è nullo. Trovare qualcuno a cui chiedere la strada non sarà facile. Nel Supramonte calcareo i sentieri non sono ben tracciati ne segnalati, questo influisce sulla possibilità di perdersi.

Andare con le guide locali quindi significa evitare la possibilità di trasformare una bella escursione in una spiacevole avventura. Se poi la nostra conoscenza del territorio e le nostre capacità di orientamento sono scarse è meglio lasciar perdere. Se invece abbiamo un po di esperienza di escursionismo, una buona dotazione cartografica e magari un GPS, potremmo anche avventurarci da soli, magari cercando di non allontanarsi mai troppo da una delle cosiddette "vie di fuga", cioè quei punti da cui è possibile raggiungere un centro abitato.

Anche se il rischio di smarrirsi in un territorio impervio viene citato da tutti come il motivo principale per non avventurarsi da soli nel Supramonte, io preferisco mettere l'accento su un altro aspetto che rende invece l'escursione guidata una esperienza che veramente ci arrichisce. La guida che ci accompagna nell'escursione non è difatti solo la persona che ci indica la strada. Questi ragazzi sono spesso molto preparati e sono in grado di raccontarci il territorio che stiamo attraversando nelle sue mille sfaccettature. Potremo camminare su antichi sentieri dei carbonai sentendoci raccontare la storia, fatta di sudore e di duro lavoro, di questi sardi dell'ottocento. Sapremo come vivono i pastori e come hanno utilizzato ciò che la natura ha messo a loro disposizione. Le rocce non saranno solo pietre nel nostro cammino, ma una guida esperta ci racconterà la storia geologica della Sardegna. Che dire poi della migliaia di piante diverse, dai fiori, alle erbe, ai cespugli, ai maestosi alberi secolari. La nostra guida ci parlerà delle loro caratteristiche, dei segreti che ogni pianta nasconde. Nel nostro percorso probabilmente incontreremo anche i resti delle antiche civiltà che hanno popolato questa antichissima terra. La nostra guida conosce e ci racconterà la storia delle popolazioni nuragiche, ricca di testimonianze di pietra ma anche di tanti interrogativi e di ipotesi, e quindi degli altri visitatori di quest'isola: dei fenici, dei romani e, in tempo recenti, i pisani, gli spagnoli, i piemontesi. Questi racconti probabilmente stimoleranno la nostra fantasia e mentre guarderemo l'incantevole panorama della valle di Lanaitto dal M. Tiscali, la nostra mente cercherà di immaginare come doveva essere il panorama secoli prima, con la foresta millenaria di lecci. Potremo immaginare il nostro sentiero percorso dai carri dei carbonai trainati dai muli, guarderemo in alto verso la poiana che volteggia nel cielo in cerca della sua preda e il nostro sguardo spazierà verso montagne lontane dove la natura è stata ed è ancora rispettata dall'uomo, oggi come cinquemila anni fa.

Sentiero Cala LunaLa nostra guida potrà rispondere alle nostre domande e alle curiosità che i suoi racconti certamente susciteranno in noi. Nessun opuscolo e nessun GPS potrà darci alcunchè di tutto ciò. La nostra visita sarebbe come leggere una di quelle cartine geografiche "mute" senza scritte e senza storia. Probabilmente calpesteremo una rara orchidea selvatica senza accorgercene o passeremo a pchi metri da una grotta, un pinnettu o qualche vestigia del passato senza rendercene conto. Certo, anche da soli coglieremmo le sensazioni che la natura ci regala: i silenzi, gli odori, i colori; ma perderemmo la possibilità di conoscere i segreti e la storia di questa terra. Ecco perchè, prima ancora di tutte le altre considerazioni di tipo logistico, consiglio vivamente a tutti i visitatori di farsi accompagnare dalle guide locali.

Alle guide e alle società che si occupano di escursionismo (non solo montano) suggerisco di continuare a studiare ed essere sempre più preparati, di studiare le lingue che per noi italiani in generale sono un punto debole. Mi auguro che le certificazioni e i controlli sulla qualità del servizio vengano potenziati in modo da potere offrire al turista la garanzia di un servizio sempre di alto livello, perchè se è vero che una guida preparata è in grado di regalarci tutte le emozioni di cui abbiamo scritto in questa pagina, è anche vero che in alcuni casi mi è capitato di trovare guide impreparate o improvvisate.

Giorgio Plazzotta